Le migliori tesi su... Samuel Beckett

Ascolto e mi sento dettare un mondo congelato in perdita d'equilibrio, sotto una luce debole e calma e niente di più, sufficiente per vedere, capite, e congelata anch'essa. E sento mormorare che tutto si flette e cede, come sotto dei pesi, ma qui non ci sono pesi, e anche il suolo, inadatto a reggere, e anche la luce, verso una fine che sembra non debba mai esserci. Perché che fine può esserci a queste solitudini in cui non ci fu mai vero chiarore, né verticalità, né solida base, ma sempre queste cose pencolanti, slittanti in un franare senza fine, sotto un cielo senza memoria di mattino né speranza di sera. Queste cose, quali cose, venute da dove, fatte di che? E sembra che qui nulla si muova, né mai si sia mosso, né mai si muoverà, salvo io, che non mi muovo neanch'io quando sono qui, bensì osservo e mi mostro. Sì, è un mondo finito, malgrado le apparenze, è la sua fine che lo ha suscitato, è finendo che è cominciato, è abbastanza chiaro? E anch'io sono finito, quando ci sono, gli occhi mi si chiudono, le mie sofferenze cessano e io finisco, piegato come non possono esserlo i viventi.

(Samuel Beckett, Trilogia – Molloy, Malone muore, L'Innominabile, traduzione di Aldo Tagliaferri, Einaudi, 1996).

Noto come esponente del “Teatro dell’assurdo”, ha come padre letterario l’amico James Joyce dal quale si distanzia negli anni ’50 della sua produzione narrativa. Con la trilogia da cui è tratta la citazione soprariportata, Beckett supera il modernismo e la sua rappresentazione della realtà tramite frammentazione e moltiplicazione del sé per approdare ad una scrittura dove i personaggi tentano di offrire con la narrazione e nella narrazione una consistenza a sé stessi e al reale.

di Carmela Pierini [Leggi i suoi articoli »]

Le migliori tesi su...

  • Voci monolgiche e tracce autobiografiche nell’opera di Samuel Beckett: Company

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    Al di là della struttura narrativa l’analisi verterà sul rapporto che l’opera ebbe con l’esperienza beckettiana della psicoanalisi: sogni ricorrenti e ricordi ossessivi angosceranno le sue pagine senza trovare soluzione... »

  • Il teatro di Carlo Quartucci, 1959-1967: un percorso attraverso l'Aspettando Godot di Beckett

    Il rinnovamento del teatro contemporaneo passa atrraverso anni di fermento dalla seconda guerra mondiale agli Sessanta. Se negli Stati Uniti si assiste alla nascita del Living Theatre che esalta una rapprasentazione scenica vissuta e improvvisata, in Italia dieci anni dopo (1959) esordisce Carlo Quartucci con lo spettacolo Aspettando Godot dando vita, dopo poco, al primo sodalizio tra un gruppo sperimentale... »

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    L’elaborato di Dora Maria Spiniello vuole ripercorrere i tratti salienti della scrittura teatrale di Samuel Beckett, da un lato volendo analizzare il concetto di scrittura scenica e il gioco di elementi visivi e spaziali che costituiscono la scrittura e il linguaggio si scena; dall’altro si concentra sul rilevare gli elementi corporei, fisici, di movimento della scena beckettiana che costituiscono,... »

  • Day after unremembered day: tempo e memoria nelle opere letterarie di Samuel Beckett

    Il rapporto tra Beckett e il proprio io, ovvero l’analisi del sé in ambito psicoanalitico, fungono da propulsore per questa tesi che si propone come un percorso sui concetti di Tempo e Memoria nella scrittura teatrale di Samuel Beckett. »

  • Il teatro di Samuel Beckett e Abe Kobo

    Partendo dalla pièce Waiting for Godot primo esteso successo di Samuel Beckett e percorrendo le direttrici del medesimo successo all’estero, dunque in Francia, Germania, Italia, Irlanda e USA l’autore della tesi Alessia Novara appronda in Giappone dove l’autore irlandese si imppone al grande pubblico. Di qui l’analisi si sposta su un confronto puntuale e temtico sui motivi narrativi e scelte linguistiche... »

  • Company di Samuel Beckett: funzione dei pronomi e soggettività

    L’elaborato verte sull’analisi linguistica del testo Company di Beckett percorendone la struttura narrativa alternata tra io narrante in terza e seconda persona. Il tutto corredato da un capitolo finale di contestualizzazione storico-inventiva del teatro beckettiano. »

  • Samuel Beckett tra drammaturgia e biografia

    «Una sensibilità spesso tarpante e un’emotività traboccante» questa la definizione che Francesca Magini autrice dell’elaborato dà di Samuel Beckett elemento che spiega la scelta di affrontare la componente autobiografica nell’analisi della produzione di Beckett. Volontà è quella di raccontare l’uomo attraverso il drammaturgo soffermandosi sulla sua produzione del ventennio ‘60-’80. »

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