Anni taciuti: la scrittura femminile apprezzata ma mai canonizzata. L'esempio di Neera

Nel corso della storia, nelle dinamiche di prevaricazione dei sessi, la donna ha sempre vestito i panni del più debole, questo avrebbe permesso alla controparte, anche e soprattutto per paura, di occultare nell’oblio ed esiliare nel silenzio tutto ciò che potesse risultare pericoloso, increscioso e in qualche modo minacciare il
proprio predominio culturale e quindi economico e sociale. Ma dato che ciò che è rimosso e dimenticato non per questo è morto e sepolto e continua ad esistere in un lento e incessabile lavorio di sottofondo, gradualmente assistiamo ad una presa di coscienza, seppur difficile e incresciosa, da parte degli intellettuali, che, già
a fine Ottocento, non possono più evitare di riconoscere l’importanza di una presenza femminile sempre più numerosa e
variegata negli intenti
.

La tesi di Paola Sciarretta indaga il movimento di scrittura parallela, quella femminile, che a lungo è stato taciuto nelle Storie della letteratura italiana solitamente canonizzate da critici di sesso maschile.
Nello specifico viene analizzata in modo puntuale la figura di Neera scrittrice ottocentesca il cui romanzo più importante risulta essere Teresa (1886) e che, nonostante la poca fama attuale, sembrava essere apprezzata da critici quali Capuana e Croce.

Tra calzette pizzi e merletti, Neera, scrittrice di talento, donna di alta moralità

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