Lloyd (Chudley) Alexander

Più di 40 libri per ragazzi e adulti, traduzioni e saggi critici: quella di Lloyd Alexander è stata una vita dedicata alla scrittura. Eppure le premesse create dalla famiglia per il piccolo Lloyd non furono eccellenti. Lloyd (Chudley) Alexander nacque nel 1924 a Philadelphia, in Pennsylvania, da una famiglia poco avvezza alla lettura, che conservava nella biblioteca di casa solo i libri dati loro dall'Esercito della salvezza.
Diplomatosi alla Upper Darby High School, a 15 anni mise subito le cose in chiaro con i genitori: farà lo scrittore. Oltre al disappunto della famiglia, un altro ostacolo risultarono le difficoltà economiche che lo costrinsero a una formazione mediocre in una scuola vicino casa. Ultimati gli studi prestò servizio nell’esercito e dopo l’addestramento in Galles si iscrisse all’Università di Parigi. Cominciò così la lunga serie di romanzi che hanno divertito e fatto sognare generazioni, con meno fortuna, inspiegabilmente, in Italia.

Il fantasy che rievoca la storia, si veste di leggende e profuma di valori mai tramontati e che mai vanno persi. E’ il fantasy di Lloyd Alexander, sicuramente materia non esclusiva per piccoli. Si è ispirato a maestri del calibro di Shakespeare, Dickens e Mark Twain: «Sono stati i miei amici più cari – ha detto l’autore - e i miei più grandi maestri. Ho amato tutte le mitologie del mondo: Re Artù è stato uno dei miei eroi». Nei suoi romanzi ha unito l’adrenalina dell’avventura alla lealtà nella battaglia, la lotta contro il male alla custodia degli affetti.
Con Lloyd Alexander rivive il fantasy alla maniera tolkeniana. Non solo è protagonista la “quest” con coraggiosi protagonisti che devono affrontare mirabolanti avventure, ma primeggiano anche, anzi, soprattutto valori di vita come esempi per grandi e piccoli lettori. Il suo più famoso contributo nel campo della letteratura per ragazzi è la serie Le cronache di Prydain. I primi due libri in questa serie hanno inoltre costituito la base del film di animazione della Disney Taron e la pentola magica. Sono cinque volumi di avvincenti peripezie: Il Libro dei Tre (The Book of Three) , Il Calderone Nero (The Black Cauldron), Il Castello di Llyr (The Castle of Llyr) , Taran il girovago (Taran wanderer), Il Sommo Re (The High King) e The foundling and Other tales from Prydain, sfortunatamente non tradotto in italiano.
Il ciclo racconta le avventure di un giovane di nome Taran, un semplice assistente-custode di maiali che sogna di essere un grande eroe, e dei suoi compagni di viaggio, la Principessa Eilonwy, Fflewddur Fflam il bardo girovago, Gurgi una strana e dolce creatura, e un nano di nome Doli. Il libro racconta la maturazione di Taran da giovane inesperto a coraggioso eroe. La serie è ispirata alla mitologia gallese e al Mabinogion, classica raccolta di leggende gallesi. Altri suoi romanzi di successo sono la trilogia del Westmark, che narra di un apprendista tipografo coinvolto in intrighi politici in vari regni europei, e la saga di Vesper Holly, avventurosa raccolta di viaggi compiuti da un orfano di Philadelphia in un mondo fantastico nel XIX secolo.
Pluripremiato in America, ha vinto la The John Newbery Medal nel 1969 per il volume conclusivo della serie The High King. Altri suoi libri hanno ottenuto il National Book Award e l'American Book Award. L’ultima impresa romanzesca di Lloyd è The Golden Dream of Carlo Chuchio, pubblicato nell'agosto 2007.
Alexander è scomparso il 17 maggio 2007, due settimane dopo la morte della moglie. È sepolto nel cimitero di Arlington a Drexel Hill in Pennsylvania. Il Dictionary of Literary Biography dice che i suoi libri possiedono "la speciale profondità loro donata da personaggi che non solo agiscono, ma pensano, vivono e lottano con lo stesso tipo di problemi che confondono e affliggono le persone nel XX secolo”. E il segreto di Lloyd Alexander è proprio questo: regalare ai suoi protagonisti un’anima, di un cuore che batte e fa commuovere il lettore, senza mai trascurare il piacere di volare con la fantasia, immaginarsi guerrieri, fate e gnomi.
Perché sognare è un diritto di tutti.

di Ilaria De Lillo [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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