Le migliori tesi di... Gabriele D'Annunzio

La fuga del tempo gli era un supplizio insopportabile. Non tanto egli rimpiangeva i giorni felici quanto si doleva de' giorni che ora passavano inutilmente per la felicità. Quelli almeno gli avevan lasciato un ricordo: questi gli lasciavano un rammarico profondo, quasi un rimorso... La sua vita si consumava in sè stessa, portando in sè; la fiamma inestinguibile d'un sol desiderio, l'incurabile disgusto d'ogni altro godimento. Talvolta lo assalivano impeti di cupidigia quasi rabbiosi, disperati ardori verso il piacere; ed era come una ribellion violenta del cuore non saziato, come un sussulto della speranza che non si rassegnava a morire.

(Gabriele D'Annunzio, Il Piacere, 1895)

Al di là delle posizioni politiche che una figura controversa come quella di Gabriele D'Annunzio porta ad sostenere, il letterato si inserisce nella corrente del Crepuscolarismo, unico strascico italiano del movimento romantico che vede in quegli anni in Francia con Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Mallarmé un ampio seguito.
Poeta come vate, donna non più angelicata ma sensuale e demoniaca: questi i tratti salienti delle opere del "Principe di Montevenoso".

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    L’artista da celebrare, come vate e demiurgo di bellezza e arte, nella più spregiudicata visione nicciana: questo il motivo ispiratore del Canto Novo di Gabriele D’Annunzio. Un artista ancorato a due elementi fondamentali quali l’estetismo e il nazionalismo sfrenato, simulacri della visione superomistica.
    Canto Novo analizzato di seguito ad una corposa presentazione bio-bibliografica nella sua complessità...»

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    Gabriele D’Annunzio nella tesi di Mariflo Multari viene tracciato attraverso le linee della sua passione politica emersa, al di là dei fatti storici più noti, dai documenti e scritti politici di Benito Mussolini che, negli anni tra il 1919 e il 1925, riesce a sfruttarne a proprio vantaggio passione e idealismo.»

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    Tra il XIX e il XX secolo si assiste ad un cambiamento del concetto di tempo che a livello filosofico e matematico valica l’unicità per passare ad essere una forza esclusivamente relativa (grazie ai contributi di Nietzsche ed Einstain in primo lugo).
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    La tesi di Chiara Bertossio sceglie un percorso attento e puntuale su tre figure del teatro dannunziano (Mila Basilila e Gigliola) che diventano protagoniste degli scritti: la donna-eroina compie i suoi gesti in un panorama estatico, lontano dal realismo bo...»

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