Una settima Arcobaleno per scoprire la bellezza del conoscere

Si è tenuta a Roma la Settimana della Cultura Arcobaleno, evento dedicato a tutti i colori della bandiera Rainbow, simbolo internazionale LGBT. Fino al 16 giugno incontri e dibattiti su vari temi di attualità che riguardano i diritti sociali e civili di una società sempre più chiusa a riccio nella sua ignoranza e che ha bisogno di un’apertura alla cultura. Organizzata per la prima volta dalle associazioni del Coordinamento Arcobaleno (Arcigay, Arcilesbica, Azione Trans, Di'Gay Project, Gay Center, Gay Lib), la settimana Rainbow rappresenta un importante momento di sintesi politica e artistica nell’azione del movimento, e che mira a contaminare uno spazio all’interno della capitale , individuato nella suggestiva e accogliente cornice del Teatro India. Ad arricchire la scaletta del vasto programma culturale, oltre a proiezioni di film e dibattiti, anche presentazioni di libri, come “Hello daddy!” di Claudio Rossi Marcelli o quello dedicato alle donne e al tema del femminicidio, “La vera storia dei miei capelli bianchi” di Paola Concia e Maria Teresa Meli e proseguirà con un dibattito cui presenzierà anche Imma Battaglia, presidente di Di'Gay Project.

Abbiamo chiesto proprio alla leader storica del movimento LGBT in Italia, Imma Battaglia, un giudizio sull’impegno culturale della Settimana Arcobaleno e sul suo impegno come attivista sociale
Cos’è la Settimana della Cultura Arcobaleno?
“Fondamentalmente è la voglia di svegliare le persone per diffondere messaggi importanti di apertura sociale. Se i diritti di tutti oggi non vengono rispettati, le minoranze sono calpestate, bèh è colpa dell’ignoranza. Si parlerà di famiglie, figli, diritti, educazione, omosessualità e parleremo proprio a quelle famiglie che hanno bisogno di conoscere. Ciò che non si conosce fa paura e allora è arrivato il momento di aprirsi. L’ignoranza è la causa di tutto”.
In che modo la manifestazione prova ad abbattere i muri dell’ignoranza?
“Innanzitutto con i libri, la lettura è il primo passo per liberarsi alla consapevolezza del mondo. Poi ci saranno proiezioni di film come quelli di Ivan Cotroneo, dibattiti, eventi musicali. C’è tutto, è un grande evento”
Lei per affermare i diritti di tutti ha sempre lottato attraverso la manifestazione in piazza, creda che sia sufficiente? Non sarebbe opportuno anche agire in politica?
“No credo che manifestare sia la cosa più bella e giusta proprio per chi vuole prendersi i diritti che gli spettano. La manifestazione è la politica, ma la politica pura, incontaminata, un’idea sana e lontana da quella di oggi. La politica reale è ignorante, corrotta, presuntuosa e piena di pregiudizi. In un ambiente così non si potrà ottenere nulla. Per questo mi sono attiva con le manifestazioni”.

Paola Concia, deputata del PD ha presentato il suo libro La vera storia dei miei capelli bianchi:
“Nel mio testo racconto la mia storia, dall’infanzia al mio matrimonio. Analizzo il mio percorso personale quando ho vissuto il soffocamento della mia omosessualità fino al coming out e l’impegno con Imma Battaglia. E’ stato un percorso di soffocamento l’ammissione della mia omosessualità. Cosa voglio dire con il mio libro? Messaggi di speranza e attivismo contro una cultura italiana macista, bigotta e chiusa. La cultura serve a questo”.

di Ilaria De Lillo

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