Dalla canzone al romanzo storico: percorsi di Paul Zumthor

Breve viaggio nella periodizzazione letteraria secondo Paul Zumthor, critico letterario e filologo svizzero.

Paul Zumthor ha proposto una sistemazione diacronica delle forme: a metà del XII secolo la poesia dei trovatori e in particolare la canzone e la chanson de geste sono a un'evoluzione avanzato. Mezzo secolo dopo vi è il romanzo: nel XIII è introdotta la prosa e si diffonde la scrittura.

La canzone è a un tempo struttura di comportamenti e di parole, espressione di un'etica sociale. Esaltando il fine amour, la più alta corrispondenza tra amante e amata, fissa un sistema di opposizioni, sociali, morali, grammaticale, tra cortese e villano, valori positivi e negativi.

L'epopea, o chanson de geste, fiorita tra il 1080 e il 1180, è la forma narrativa più fortunata. Il Roland di Oxford, la chanson de geste meglio conservata, risale al 1100: sua misura è la lassa, strofa di lunghezza variabile, dai 3 ai 10 versi fino ai 15 o 20. Al centro dell'epopea è l'azione. Nel racconto di gesta eroiche la comunità guerriera rivive nel racconto le azioni dell'eroe. Il canto diventa reiterazione delle gesta. Essa si fonda sul conflitto e sull'opposizione tra buoni e cattivi.

A metà del XII secolo nascono nuove chansons con eroi già cantati, e tre nuovi cicli: quello di Guillaume, quello di Carlomagno nella lotta all'Islam, quello dei baroni ribelli. Nel XIV secolo i contenuti cessano di ampliarsi: vanno incontro a rimaneggiamento o trasformazione in romanzi di cavalleria.
All'inizio del XII secolo nasce una forma di poetica non cantata. La discontinuità del canto cede alla continuità del racconto. Zumthor distingue due tipologie di racconto non cantato: nella novella, la narrazione mira a produrre significati morali di portata universale.

Il romanzo sembra nascere dalla degenerazione della chanson de geste. Se però la verità epica proviene dalla memoria collettiva, quella del romanzo procede da una finzione. I primi romanzi, Thèbes o Enèas, traggono la loro materia da fatti storici, come il ciclo tebano o troiano. Tra il 1165 e il 1170, con Chrètien de Troyes, nasce il racconto arturiano, in cui i fatti si danno per avvenuti.

(tratto dagli appunti di Domenico Valenza)

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