Le Rime di Dante nell'ultimo ''Meridiano'' Mondadori

In vista del "Meridiano" Mondadori sulle Opere di Dante Claudio Giunta allestisce un commento alle Rime e spiega in un articolo edito nella rivista «Paragone» i criteri e le scelte operate nell'allestire il commento a questa prestigiosa edizione, data alla stampa nel 2011 sotto la direzione di Marco Santagata.

Come sempre per le opere dantesche, i precedenti commentatori sono molteplici e vantano nomi di
prestigio, tra cui la discussa e irriverente, almeno nell'ordine seguito, edizione De Robertis.
Il Commento alle Rime ha però il pregio di rispondere alle esigenze più moderne della critica e tra queste Giunta ravvisa proprio la necessità di non forzare i testi di Dante alla ricerca di un progetto di rigoroso riordino, là dove l'intenzione dell'autore non è manifesta.
Fruitore del testo, in questo caso, non è solo un lettore specializzato: per questo il curatore sottolinea la scelta di evitare i dedali dell'immensa bibliografia dantesca verso una porzione definita e necessaria, se così si può dire, di opere critiche di riferimento.
Stessa direzione per la parafrasi dei componimenti in cui è assente un gioco di richiami testuali ormai tipico dell'accademismo contemporaneo: questo tipo di operazione, facilitata dall'uso diffuso dei database risulta di poco interesse in un'opera come quella dantesca, nutrita di profondi richiami culturali, più che strettamente lessicali, alla tradizione stilnovistica.

In proposito leggiamo le stesse parole di Giunta «Tra le cose a cui cerco di prestare attenzione nel commento, la prima sono dunque i generi e i clichés retorici e argomentativi, o meglio la loro memoria. Di qui la necessità di un confronto non solo con la poesia romanza ma anche con quella classica, mediolatina, in un paio di casi con quella tedesca. La memoria dei generi e dei clichés travalica, infatti le barriere linguistiche».

Un processo comunque di impronta filologica che tiene costantemente sott'occhio la tradizione manoscritta arrivando a mettere in discussione, in casi specifici, la tradizione tràdita per proporre soluzioni alternative più plausibili. Il significato letterale del testo, per autori lontani dall'attuale panorama culturale, è fondamentale per la loro comprensione a tutto tondo.
Descrivere per spiegare, spiegare per capire, capire per poi, finalmente e propriamente, commentare.

di Carmela Pierini [Leggi i suoi articoli »]

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